4 consigli per leggere Vita e destino di Vasilij Grossman

Ci ho messo meno del previsto a leggere le 750 pagine di Vita e destino di Vasilij Grossman (Adelphi). Meno di un mese. Ipnotizzata dalla scrittura avvolgente e ricca, dai personaggi che all’inizio ti sembrano caduti dal cielo e non ci capisci niente – e poi ti diventano familiari come i tuoi amici – dallo scenario storico maestoso che tocca i punti più salienti della Storia occidentale del Novecento. Poteva mancare a un’appassionata di Storia del Novecento, come me? No!!!

Non fatevi spaventare dalle dimensioni. Peraltro, sono sopravvissuta a libri più lunghi (dai Fratelli Karamazov alla trilogia 1Q84 di Murakami), a volte sbadigliando. E ho mollato libri ben più corti per noia…

Questa NON è una recensione. Sono solo alcuni suggerimenti per apprezzarlo.

1- Grossman evidentemente non pensava di essere letto fuori dall’Urss. O forse non pensava di essere letto tout court. I personaggi sono una miriade, più di cinquanta nomi che girano, con tanto di patronimico russo. Per farne uscire vivo il lettore occidentale, serviva un banale “elenco dei personaggi”, che non c’è. Io me lo sono fatto da sola e mi ha reso la vita più semplice. Non spaventatevi se ogni tanto qualcuno vi sfugge. È capitato pure a me, che ho studiato la lingua di Tolstoj e di Dostojevskij con infinito amore (un amore che non si è dissolto neppure ora che per me è diventata sinonimo di “lingua delle badanti” e di tutte le grane a loro annesse e connesse).

2 – Resistere, resistere, resistere. La prima parte sui prigionieri russi nel lager tedesco e sull’assedio di Stalingrado è traumatica, faticosa per chi legge, quasi come era dura per i russi trovarsi fra le grinfie dei nazisti, vessati e affamati. Se superate questa parte, dopo una settantina di pagine, dove Grossman fa entrare in scena Ljudmila Nikolaevna e la sua famiglia, il percorso diventa meno accidentato. Un po’ come quando si affronta una salita ripida in montagna e dopo l’ultimo sforzo inizia un tratto di sentiero in costa.

Vasilij Grossman.

3-  Apprezzerete di più Vita e destino considerando che Grossman si è messo contro tutto e tutti per scriverlo. Non è solo un libro contro i nazisti. Non è solo un libro contro i crimini staliniani. In Vita e destino ci sono le istantanee da tutti i totalitarismi che hanno dilaniato l’Europa del Novecento. C’è la morte nelle camere a gas dei lager tedeschi. Ci sono gli ebrei perseguitati dai nazisti, ma c’è anche il razzismo dei russi verso chi non era russo. Ci sono i kulaki annegati nei fiumi dai bolscevichi. E ci sono le purghe del 1937. Non ci risparmia nulla, Grossman. Apprezzatelo per questo aspetto. Non è uno che si schiera. Se la prende con chiunque abbia calpestato i diritti umani. Ho molto amato questa imparzialità. Ovviamente tutto questo spiega perché nel 1961 il KGB non voleva che questo libro fosse pubblicato.

4- Sappiate che dopo aver letto Vita e destino di Grossman, non vi sentirete meglio. Anzi, vi lascerà l’amaro in bocca. Siatene consapevoli, quindi non dite che vi ha sorpreso, che ci siete rimasti male. I grandi ideali, le ideologie strombazzate da destra e da sinistra nel XX secolo hanno portato solo tradimenti, ipocrisia, stermini di massa. “In uno Stato totalitario la violenza è talmente grande che smette di essere strumento e diviene oggetto di culto e di esaltazione mistica e religiosa”, scrive Grossman. Regimi che dietro a gloriosi obiettivi di vittoria, di benessere e di felicità collettiva hanno solo cercato di perpetrare se stessi e il potere delle proprie élites. Dopo aver letto questo libro, vedrete con maggiore chiarezza nei recessi grigi e bui dell’animo umano. Niente di nuovo, forse. Ma Grossman ha il merito di averlo riportato alla luce per noi, come un archeologo, con  crudo realismo.

Stalingrado.

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