Gilles Clément a Orticolario 2017

Gilles Clément.

L’edizione 2017 di Orticolario – la prestigiosa manifestazione per gli amanti del verde ospitata a Villa Erba, Cernobbio (Como) – è stata assolutamente memorabile, e non solo per i tanti motivi che rendono questo appuntamento sempre attrattivo (l’accurata selezione dei vivaisti, le installazioni, la location superba). Orticolario quest’anno ha avuto un ospite d’eccezione: Gilles Clément.

Ascoltare il “giardiniere” – come Gilles Clément ama definirsi – dal vivo è stata un’emozione. Venerdì 29 settembre alle 12 il grande paesaggista ha ricevuto il premio  “Per un Giardinaggio Evoluto 2017” dal presidente Moritz Mantero. Le motivazioni le ha esposte il giornalista ed esperto botanico Gaetano Zoccali: «Lavorando con la natura, e non contro, ha cambiato il nostro modo di rapportarci al giardino, spostando l’interesse dall’estetica alla meraviglia della vita e della biodiversità».

Gaetano Zoccali durante la sua esposizione con Gilles Clément, a sinistra, e Moritz Mantero, a destra.

Gilles Clément ha rivoluzionato il nostro modo di fare giardinaggio, mandando in soffitta l’idea che il giardino deve essere un luogo forzatamente ordinato, uno spazio antropizzato che riflette l’ordine imposto dall’esterno, sterminando animali e piante indesiderate con l’ausilio della chimica. A Clément quest’idea di lager botanico non piace. (E francamente neppure a me, che mi sono innamorata delle sue idee dopo aver letto un paio di anni fa “Piccola pedagogia dell’erba – Riflessioni sul giardino planetario” edito da DeriveApprodi).

«Ogni giorno che passa, non so cosa accadrà nel giardino, perché è vivo, muta durante la notte», ha raccontato nella conferenza che ha tenuto venerdì 29 settembre a Orticolario.

«Mi avevano insegnato a uccidere ciò che non vogliamo: talpe, insetti, piante indesiderate… ma io volevo conservare la biodiversità». Così quando nel 1977 compra il terreno di La Vallée, dove era cresciuto da piccolo, racconta di «aver deciso prima di osservare la natura, poi intervenire. Facendo giardinaggio per sottrazione: ho tolto solo poche piante che potevano infastidire, ma senza prodotti chimici e senza uccidere gli insetti». E in un aneddoto Clément narra dell’unica volta che ha usato un prodotto chimico per eliminare un convolvolo, con la massima attenzione. «Le piante vicine sono morte, malgrado avessi usato un sacchetto, un pennellino, scegliendo di intervenire in una giornata senza vento, perché il prodotto non si disperdesse. Il veleno era passato alle altre piante attraverso le radici».

Clément è l’inventore del concetto di “giardino in movimento”, dove le piante si propagano liberamente attraverso i semi e il giardiniere-naturalista resta in osservazione. «Stupitevi. Le giovani piante non sono dove ve le aspettavate, è normale. Il vento, i topi, gli insetti si sono fatti carico di sparpagliarne i semi». Il paesaggista francese è anche il teorizzatore del “giardino planetario”: tutto il pianeta è un organismo vivente, e tutti noi siamo chiamati a proteggere il fragile equilibrio fra animali, piante, uomini, in questa “casa comune” che la Terra. Un messaggio che tutti dovremmo cogliere, adesso, perché di danni, al nostro habitat, ne abbiamo arrecati già fin troppi. E non abbiamo un pianeta di riserva (qualcuno lo ricordi a Trump, please).

A parte l’incontro con Clément, Orticolario è sempre un piacere sensoriale per i visitatori. Quest’anno il fiore prescelto, al centro della manifestazione è stata la fuchsia. Eccone un paio.

Divertenti gli alveari – provenienti dalla Polonia – a forma di orso.

Sette le installazioni ispirate al tema della luna. La vincitrice è stata Ciciclità Lunare di Roberto Landello. La mia preferita? Spazio Archiverde Moonlight Garden di Leonardo Magatti, per la sua ricca semplicità all’insegna del bianco che richiama la luna, e per gli accostamenti riusciti fra flora ricercata e povera.

Moonlight Garden

Leonardo Magatti

Uno dei due premi novità: Bonini Ezio Agricoltura, Pescia (Pt) per
Polianthes tuberosa

Uno stand particolare: le Tradescantia, o erba miseria, qui diventano star!

Ed ecco una piccola gallery, per trasmettere il mood della location, sempre fantastica

Una Lucia di fronte alla Villa che fu di Luchino Visconti.

 

Menzione speciale all’installazione Alta Marea di Cristina Mazzucchelli e Stefano Prina.

Dallo stand di Il Peccato Vegetale

Tillandsia Wall di Michieli Floricoltura

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One Response to Gilles Clément a Orticolario 2017

  1. Gaetamo says:

    Brava Maria, queste mostre sono una bella boccata d’ossigeno per occhi, cuore e cervello!

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