Rinka, le giapponesi e la vecchiaia

È bella Chieko Nenaka, la modella giapponese più nota con il nome d’arte Rinka. Regina di tante cover, da ragazzina sembrava una Lolita senza età, quelle che tanto piacciono ai maschi giapponesi. Con un tocco esotico: i geni della mamma olandese, uniti a quelli nipponici, le hanno regalato un viso con occhi a mandorla e tratti caucasici, incluso un sorriso alla Julia Roberts.

In un’intervista recente al Japan Times, ora che qualche ruga le segna il viso, Rinka invita le donne a non temere di invecchiare. Ogni anno in più è come i “nenrin”, gli anelli nel tronco di un albero, che donano alla pianta bellezza e vigore…

Beh, grazie, Rinka. È bene che tu lo dica in un Paese maschilista come il Giappone, dove gli uomini sono ossessionati dalle ragazzine, al punto da pagare per avere uno slip usato o per osservarle dormire (è una vecchia storia: leggete “La casa delle belle addormentate” di Yasunari Kawabata, premio Nobel per la Letteratura ma anche aedo dei guardoni).

Il Giappone è il Paese delle contraddizioni. Quindi, se critico l’ossessione maschile per le ragazzine, mi permetto anche di segnalare casi che vanno nella direzione opposta, che noi qui in Occidente neanche ci sogniamo.

Per esempio, la pornostar giapponese Maori Tezuka, che ha concluso la sua carriera cinematografica all’età di 80 anni, decidendo di ritirarsi per raggiunti limiti di età, gettando nello sconforto tutti i suoi fan, coetanei e non.

Invece, è ovviamente più semplice restare sulla breccia con un mestiere meno impegnativo per il corpo. Dj Sumirock, nome d’arte di Sumiko Iwamuro, 82 anni, di giorno è una tranquilla signora che lavora nel ristorantino di famiglia. Ma alla sera, indossati i suoi occhiali da sole, si tramuta nella dj più richiesta di Tokyo.

“Ragazzine!”, direbbero le mie amiche di Ogimi, il paese dei centenari, a Okinawa. A 90 anni suonati, loro ballano, coltivano l’orto, vivono in perfetta autonomia… Ecco una di loro, intenta a danzare felice con un giovane che potrebbe essere suo nipote, nel centro sociale del paese. “Stateci voi a casa, a fare le bisnonne”, sembra dirci!

Foto © Maria Tatsos

Grazie Rinka, e grazie a queste belle donne giapponesi non più giovani, perché ci regalano un nuovo modo di interpretare con disinvoltura la terza – o meglio la quarta – fase di una vita che è sempre più lunga. Senza autocommiserarsi, né fingere pateticamente di avere ancora vent’anni.

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