Scorci dall’Adda: da Olginate ad Airuno

Il tratto più noto dell’Adda, grazie alle architetture di Crespi d’Adda e delle centrali, è più a sud… Ma da quando abbiamo deciso di percorrere l’alzaia dell’Adda ovunque possibile, abbiamo scoperto paesaggi ugualmente incantevoli. Come questo, in cui le piante si specchiano nel fiume. A due passi dai luoghi manzoniani.

Qualche cippo ci ricorda dove siamo, durante il cammino…

Anche in questo tratto, da Olginate ad Airuno, le acque e le rive sono piene di folaghe, germani, cormorani e altri uccelli… Ogni tanto, si avvista una coppia di cigni. Ciò che non si vede, si sente: basta chiudere gli occhi per un attimo per concentrarsi sulle voci che popolano il fiume. Per sentirsi degli ospiti: in fondo, l’Adda è casa loro…

Adoro la quiete del paesaggio invernale, con l’aria frizzante, in una giornata serena. I colori e i contorni di quanto si guarda sono nitidi e limpidi… Tracce di presenza umana: i fili dell’elettricità. Anche se le colonie di folaghe per un attimo ti fanno dimenticare dove sei, questo è un paesaggio altamente antropizzato.

Il giallo presto si tramuterà in verde. Meglio godersi i colori dell’inverno, che sembrano usciti dalla tavolozza di un pittore. Grazie, Adda.

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