L’AMORE NON PERDONA di Stefano Consiglio

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Iniziamo con i difetti. L’amore non perdona di Stefano Consiglio, dal 9 aprile al cinema, qualche pecca ce l’ha, sopratutto nella sceneggiatura (a volte un po scontata, a volte con qualche passaggio non del tutto chiaro). Ma lasciatemelo dire: è un film coraggioso e interessante, che merita di essere visto.

In primo luogo,  per una sempre fantastica e bravissima Ariane Ascaride, che in L’amore non perdona è Adriana, una vedova sessantenne, madre e nonna, che lavora come infermiera in un ospedale. Dove giunge a farsi curare un trentenne marocchino, Mohamed (Helmi Dridi, trentacinquenne attore tunisino dal fisico scultoreo). Fra i due scatta la scintilla, che è l’incontro di due solitudini: quella di un giovane, forse più maturo della sua età e lontano dalla patria e dalla famiglia, e quella di una donna ormai confinata dalla società a un doppio ruolo di cura, della prole e dei pazienti, senza alcuno spazio lecito per i suoi desideri.

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Un sessantenne maschio, con le sue rughe e i suoi capelli brizzolati o bianchi, è ancora avvenente. Sul “mercato” del sesso e dell’amore può ambire anche a una compagna di dieci anni più giovane. E quando non ce la fa, basta una pasticca azzurra, e il miracolo della virilità è ripristinato. Una donna sessantenne, invece, socialmente è in primis una madre, una nonna – anche se non ha figli e non ha un compagno. Persino le dive hollywoodiane smettono di essere sex symbol dopo il giro di boa dei cinquanta, figuriamoci una donna qualunque. Adriana, con la sua spiazzante normalità fatta di un corpo che reca i segni dell’età ma con un sorriso luminoso che rivela un animo ancora assetato di emozioni, rappresenta perfettamente le over sessanta di oggi che non ne vogliono più sapere di essere confinate al ruolo di “vecchia”, ma che faticano a trovare una collocazione nella nostra società, che considera la sessualità di una donna prossima alla terza età come un tabù.

Qui entra in scena Mohamed, che per una volta – grazie agli sceneggiatori! – non incarna il cliché del immigrato povero che si mette con una donna autoctona più anziana per avere vantaggi economici e un tetto sulla testa. Mohamed è orgoglioso, e si innamora davvero. E per le due famiglie – la figlia e il genero di Adriana, i genitori e i parenti di Mohamed – questa relazione è anomala, incomprensibile, illogica, quindi sbagliata.

L’amore non perdona racconta l’altalenante e instabile equilibrio della coppia, le difficoltà, i malintesi dovuti anche a background culturali differenti, che certamente non facilitano. Ma la gioia di Adriana e Mohamed regala speranza. Forse, nonostante tutto, qualcosa potrebbe cambiare. O forse sta già cambiando.

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