CASTEL FIRMIAN a Bolzano: scorci di Oriente

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Castel Firmian, Bolzano © Maria Tatsos

“L’incontro fra uomo e montagna può generare grandi cose”, diceva William Blake. Nel caso di Reinhold Messner, ha suscitato anche la voglia di guardare alla cultura dell’Altro. A Castel Firmian, vicino a Bolzano,  con gioia ho ritrovato manufatti buddhisti e statue himalayane, provenienti dai luoghi da lui frequentati.

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Un tipico leone guardiano. © Maria Tatsos

Una vera sorpresa, fra i monti dell’Alto Adige, trovare Buddha, discepoli e monaci.

© Maria Tatsos

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E c’è anche Ganesha, per un tocco induista…

© Maria Tatsos

Pur avendo molto apprezzato il contenuto asiatico, questo Messner Mountain Museum – uno dei sei della rete creata da Messner in Alto Adige – che ha come tema “la montagna incantata” l’ho trovato piacevole, ma un po’ scollegato nelle parti che lo compongono.

Una mostra temporanea sulla Direttissima dell’Eiger nel 1966 (buccia di banana: un filmato d’epoca molto interessante, a giudicare dalle immagini,  ma solo in tedesco!). Poi, una parte dedicata alla storia di Castel Firmian e del ruolo rivestito nella recente storia sudtirolese  (che ho trovato molto interessante). E poi, la sezione asiatica. Il filo logico che dovrebbe unire le parti risulta un po’ debole. Ho pagato volentieri i 10 euro di biglietto, e di questa visita serbo molti spunti e delle belle immagini. Ma mi aspettavo forse di più sul rapporto uomo-montagna, e sul legame fra montagna e religione.

“Pazienza”, sembra dirmi il Buddha benevolo, mentre garriscono le bandierine di preghiera…

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© Maria Tatsos

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