Le creature marine degli OCEANI PERDUTI a Pavia

Oceani Perduti. Giganti marini al tempo dei dinosauri è il titolo della mostra ospitata presso Kosmos – Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia fino al 28 giugno prossimo. Se volete fare felici i bambini, andateci e portateli con voi: oltre all’allestimento strepitoso, ci sono tante attività pensate per loro e giochi interattivi per verificare che cosa si è appreso visitando la mostra. Ma garantisco che Oceani Perduti piacerà anche a un pubblico adulto, curioso della storia del nostro pianeta e delle creature straordinarie che hanno popolato i mari.
Le estinzioni di massa
Negli oceani non ci sempre stati gli stessi esseri viventi di oggi. Come ci insegnano i paleontologi, ci sono state ben cinque estinzioni di massa sulla Terra, che hanno riguardato anche i mari. La prima è avvenuta 443,1 milioni di anni fa. L’ultima, nel Cretacico – 66 milioni di anni fa – è quella che ha fatto scomparire per sempre i dinosauri. Noi Sapiens siamo gli ultimi arrivati alla grande festa della vita sul pianeta, circa 200 mila anni fa. E ora per causa nostra secondo alcuni scienziati è già iniziata la sesta estinzione di massa.

Oceani Perduti ci invita a fare un tuffo nei mari dell’Era Mesozoica, fra 285 e 66 milioni di anni fa. A guardare solo i disegni (sopra, quello presente nella locandina) non ci verrebbe molta voglia di entrare in acqua. La macchina del tempo della mostra ci porta in un’Italia ancora sommersa, dove si muovevano rettili enormi come i dinosauri di terra, ma che vivevano in acqua e riemergevano per respirare.
Il T-Rex del mare
«Il tilosauro appartiene al gruppo dei mosasauri e poteva essere lungo fino a 13 metri», racconta Simone Maganuco, paleontologo e curatore di Oceani Perduti. «Per dimensione, era paragonabile al T-Rex». E oltre a questi “lucertoloni” acquatici, c’erano ittiosauri, pesci, tartarughe, cefalopodi e trilobiti. Sta proprio qui la grande novità di questa mostra. I dinosauri terrestri sono da decenni superstar di film (chi non ha visto almeno uno dei sette Jurassic Park?) ed esposizioni, nonché dei giochi per i bambini. Oceani Perduti ci racconta in dettaglio per la prima volta che sono esistiti anche dei rettili marini e che le forme di vita degli oceani erano molto diverse da quelle attuali.

Per agevolare il nostro tuffo negli Oceani Perduti, il paleoartista Davide Bonadonna e i suoi collaboratori hanno ricreato oltre 50 animali preistorici in dimensione reale. Come hanno fatto? Seguendo precise indicazioni scientifiche del paleontologo, che studia le forme di vita scomparse attraverso i fossili, i frammenti di ossa, ecc, hanno ricostruito questi giganti marini grazie alla modellazione 3D digitale seguita da un abbozzo dell’animale in scala reale tramite fresatura CNC su blocchi di polistirolo. Poi entrano in gioco scultori, artigiani della pelle sintetica, stampatori e decoratori e il risultato finale sono gli animali fra i quali si passeggia nei corridoi del museo Kosmos. Così ben fatti da sembrare veri.
Perché erano così enormi?
Oggi diremmo che erano dei mostri abnormi. «In realtà la loro mole si spiega con il fenomeno del gigantismo evolutivo», dice Simone Maganuco. «Succede quando l’ambiente è ricco di risorse alimentari. Paludi, estuari e mari caldi del Mesozoico offrivano un’ecosistema ideale per la crescita dei grandi rettili».

Il mio gigante marino preferito di Oceani Perduti? La parapuzosia (nella foto sopra), un’ammonite gigante che poteva giungere a 1,8 metri di diametro. Adoro le ammoniti: i loro fossili da bambina mi hanno avvicinato alla geologia e mi hanno appassionata ai cambiamenti che ha subito il nostro pianeta. Lo devo alla mia maestra delle elementari, Antonietta Valenzano, che ha saputo suscitare la curiosità e il piacere della scoperta in noi bambini degli anni Settanta, costretti a immaginarci la Preistoria soprattutto con la fantasia. Se fosse qui, sono certa che verrebbe a vedere Oceani Perduti.
Qual è stato il più grande animale marino?
Una domandi scontata: qual è stato quindi il più grande essere vivente degli oceani del nostro pianeta? Non un mosasauro, o un altro rettile gigante della Preistoria. Il più grande essere vivente degli oceani vive negli oceani attuali. È la balenottera azzurra, un mammifero marino che può pesare 160 tonnellate e avere una lunghezza di quasi 30 metri. Un essere gigantesco che ha due nemici naturali: l’orca e noi Homo Sapiens, che la cacciamo, distruggiamo il suo habitat o la feriamo a morte nelle collisioni con le nostre navi.
Info sulla mostra: https://museokosmos.eu/mostre/oceaniperduti/
Foto © ufficio stampa Oceani Perduti, Maria Tatsos
