Lo spartito della VITA al cinema a settembre

Lo spartito della vita è il film di Matthias Glasner che ha vinto l’Orso d’Argento a Berlino nel 2024 per la migliore sceneggiatura. In Italia sarà al cinema l’11 settembre prossimo, ma inizio a segnalarlo. Per chi ama i drammi alla Bergman, non delude. È un film profondo, che affronta la vita, le relazioni familiari, l’amore e anche la morte. Il titolo originale è Sterben (morire), che non si è osato riproporre in una traduzione letterale al pubblico italiano.

La storia raccontata ne Lo spartito della vita ruota intorno alla famiglia Lunies. Gerd, il padre, è affetto da demenza. Lissy, la madre, ha altri problemi di salute e finirà per avere un cancro. Il figlio Tom è un direttore d’orchestra, è impegnato a Berlino con le prove della prima dell’opera Sterben del suo amico Bernard, un musicista dal carattere difficile ed è alle prese con la maternità della sua ex compagna, che non ne vuole sapere del padre del bambino e che coinvolge Tom come padre surrogato. Se Tom è un uomo introverso e spigoloso, sua sorella Ellen non è messa meglio. Fa l’assistente di un dentista ed è alcolizzata. Si innamora di Sebastian, un collega dentista che è sposato e trascinerà anche lui nel suo delirio alcolico, da cui fatica a uscire.

C’è qualcosa che non va nella famiglia Lunies. Come in una lunga seduta psicanalitica il film ci svela poco alla volta che cosa si nasconde dietro alla facciata rispettabile di questa famiglia borghese. Preparatevi: è un viaggio di 180 minuti, ma non si guarda mai l’orologio. Lo spartito della vita cattura lo spettatore, anche se lo fa raramente sorridere. Glasner, che è anche lo sceneggiatore, ci racconta impietosamente la vecchiaia e la malattia, e ci conduce a capire perché i due figli non ne vogliono sapere dei genitori, malgrado questi abbiano bisogno di loro. Il trauma dell’anaffettività di Lissy e forse anche di Gerd segnano la vita dei due ragazzi anche da adulti.
Glasner non edulcora la pillola delle brutture della vita. Gerd demente che gira nudo e Lissy per terra in camicia da notte sporca di escrementi nelle prime scene ci dicono che questo film non intende risparmiarci nulla. E sarà così. La morte è presente anche nel desiderio di annientarsi di Ellen e nel suicidio a cui Tom sarà chiamato ad assistere. I due fratelli, incapaci di costruire una relazione d’amore, faticano a offrirsi vicendevolmente un briciolo di affetto, di cui avrebbero tanto bisogno. Ciascuno sembra condannato, senza via d’uscita, al suo dramma.Lo spartito della vita non è un film facile, ma Matthias Glasner ci conduce nei punti più oscuri dell’anima con un realismo disarmante, senza nasconderci nulla.
