PIANTE, NOI E LORO di Paola Bonfante

Piante, noi e loro. Biologia, simboli, sentimento di una relazione speciale di Paola Bonfante è un libro tentacolare, che come un albero si ramifica per trattare tanti, tantissimi aspetti della vita delle piante e del nostro rapporto con esse. Si sente che è opera di qualcuno che di piante si è occupato per una vita. Paola Bonfante è professoressa emerita di Biologia vegetale all’Università di Torino e tra i tanti temi che ha affrontato c’è anche il rapporto fra gli alberi e i funghi micorrizici, una vera simbiosi con vantaggi reciproci. Non ha senso sintetizzare la ricchezza di storie e spiegazioni che l’autrice ha voluto racchiudere in questo libro, comprese le memorie personali. Quindi, da appassionata di piante quale sono, preferisco sottolineare quattro idee che questo libro mi ha insegnato e che possono essere curiose per tutti.

Idea n.1: Goethe, poeta e non solo
Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), chi non lo conosce? Chi non ha letto al liceo I dolori del giovane Werther? Scrittore, poeta, drammaturgo tedesco, e viaggiatore. I suoi racconti racchiusi in Viaggio in Italia (1816-17) sono una fonte eccezionale sull’Italia di allora e sulle impressioni di un turista ante litteram. Si tende invece a dimenticare che come tanti intellettuali suoi coevi Goethe si occupò anche di scienza, spaziando dalla mineralogia alla zoologia, dall’anatomia alla botanica. Oggi si privilegia l’iperspecializzazone, ma all”epoca l’uomo colto era spinto a spaziare nelle sue ricerche e riflessioni. Ecco, ringrazio Piante, noi e loro per avermelo raccontato. Goethe aveva studiato la tassonomia linneana e si era messo alla ricerca della pianta archetipo (Urplanze) cioè “una pianta che racchiude in sé tutta la variabilità e la moltitudine delle piante che egli osservava”, scrive Bonfante. E come poi spiega l’autrice, non ci è andato troppo lontano.

Idea n.2: la catastrofe dell’ossigeno
Ce la raccontano anche a scuola. Le prime forme di vita sono uscite dall’acqua dai 4 ai 2,5 miliardi di anni fa e lentamente hanno creato le condizioni perché potessero nascere le forme di vita animale, ovvero un’atmosfera respirabile e del cibo. I pionieri sono stati i cianobatteri, organismi capaci di praticare la fotosintesi. Paola Bonfante ci ricorda in Piante, noi e loro che questa nuova situazione non ha fatto piacere a tutti. A quel punto sul pianeta esistevano altre forme di vita primitive anaerobiche. Circa 2,3 miliardi di anni fa la “catastrofe dell’ossigeno” le ha portate all’estinzione. Le prime piante sono arrivate ben dopo, circa 500-450 milioni di anni fa. Forse è bene ricordarci che eterno è forse solo il pianeta, le forme di vita cambiano e spesso si estinguono. Campioni di adattamento sono i vegetali, noi molto meno (nella foto piante di Cycas a Le Cannet, in Costa Azzurra. Pare che esistano dal Triassico, cioè dai 251 ai 201 milioni di anni fa). E senza di loro, non saremmo qui.

Idea n.3: piante e funghi, “soci” da 450 milioni di anni
“Io ti dò i minerali che ti servono, tu mi dai gli zuccheri che invece servono me”. In sintesi, è questo il baratto stabilito fra funghi e piante circa 450 milioni di anni fa. I funghi del suolo erano già presenti sulla Terra da 800 milioni di anni ed erano abili, con i loro lunghi filamenti, le ife, a recuperare sostanze minerali. All’inizio, come spiega Bonfante in Piante, noi e loro , il suolo come lo conosciamo oggi non era ancora formato e le piante non avevano radici. La simbiosi con i funghi è stato un accordo “win-win” : offriva vantaggi a entrambe le parti. Cedere carboidrati semplici non è senza costi per la pianta. Per cui – come hanno dimostrato alcune ricerche – quando il fosfato (un minerale che serve alla pianta) abbonda nel terreno, il vegetale ha modo di arrangiarsi da solo, e il fungo resta in attesa di tempi migliori. Si coopera se necessario: la simbiosi non è uno scambio caritatevole.

Idea n.4: grazie, care diatomee, per la benzina
Tutti sappiamo, di nuovo dai nostri ricordi scolastici, che carbone e petrolio derivano da piante vissute milioni di anni fa. In Piante, noi e loro Paola Bonfante specifica a chi dobbiamo indirizzare la nostra gratitudine quando saliamo in macchina. Il petrolio è nato grazie a minuscole alghe unicellulari, le diatomee. Durante il Giurassico (213-144 milioni di anni fa) si depositarono sui fondali di mari, lagune, laghi per essere poi trasformate grazie all’alta temperatura e alla pressione geologica. Per la cronaca, le diatomee esistono ancora. E nella medicina legale, la presenza di diatomee nelle vie aeree di un cadavere rappresenta una prova che la persona è annegata.
Info: Piante, noi e loro. Biologia, simboli, sentimento di una relazione speciale di Paola Bonfante. Il Mulino, pp.192, 18 euro
