FABBRICARE UNA DONNA di Marie Darrieussecq

Fabbricare una donna di Marie Darrieussecq (Crocetti Editore) non è proprio il romanzo che pensavo di leggere. Perché è una storia di due ragazzine adolescenti, della gioia e della fatica di crescere, di vedere il proprio corpo che cambia, di leggere negli sguardi degli altri le reazioni a quel nuovo essere che sta uscendo dalla crisalide, di scoprire il proprio potenziale seduttivo con l’altro sesso e di usarlo… Mi sono occupata a tempo pieno di questi temi per undici anni della mia vita professionale, alla fine ne sapevo tanto quanto – e a volte di più – di genitori e psicologi. E una volta chiuso questo capitolo così totalizzante, mi sono tenuta alla larga dall’argomento per dedicarmi ad altro. Soprattutto nelle mie letture.

Una vera sorpresa

Invece, questo libro che è entrato nella mia vita con la complicità dell’ufficio stampa, è stata una vera sorpresa. Non ero obbligata a leggerlo, come a volte mi capita, quando devo intervistare l’autore. Fabbricare una donna mi ha catturata subito e non l’ho mollato finché non è finito. Rose e Solange, le protagoniste,  hanno saputo parlare al cuore e al cervello della lettrice adulta e dell’adolescente che sono stata parecchio tempo fa. E l’hanno fatto inquietandomi, incuriosendomi, spingendomi a riflettere. Complimenti a Marie Darrieussecq. Premetto che il suo romanzo più noto, Troismi, non l’avevo letto, né ricordavo di che cosa trattasse, quindi ho affrontato la lettura senza alcun preconcetto.

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Marie Darrieussecq – Foto by Ji-Elle, Wikipedia

Rose la perfettina

Il romanzo è diviso in due parti, più un finale corale. Rose e Solange sono le classiche migliori amiche: cresciute nello stesso quartiere di un paesino, case una di fronte all’altra. Rose è di estrazione borghese, genitori benestanti e villetta con piscina. Solange è figlia di separati, la madre ha un negozio, dispone di meno denaro dell’amica. La prima parte racconta la storia dal punto di vista di Rose, mentre la seconda tocca alcuni degli stessi momenti condivisi – le ragazze sono in classe assieme, all’inizio, e frequentano gli stessi amici in paese – con lo sguardo di Solange. Rose ha incontrato fra i banchi di scuola Christian, un ragazzo gentile che potrebbe diventare un futuro marito perfetto, ma la chimica degli ormoni la spinge verso altri maschi più virili. Che male c’è a voler provare? Ma nel contempo Rose la perfettina sa di dover  mascherare ogni cosa: non intende perdere Christian, né sconvolgere i suoi piani futuri. Farà ciò che il mondo si attende da lei.

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“Grande madre di Piero” (1998), scultura in bronzo di Ugo Riva. Foto © Maria Tatsos

Solange la ragazzaccia

Solange, invece, è la ragazzaccia: non è innamorata di nessuno – ma Rose lo è? – e si diverte a sperimentare. Come i maschi: è un’età in cui gli ormoni fanno da padroni. Per esistere, devi essere sexy e fare sesso. Rispondere alle aspettative maschili, compiacere i desideri altrui. Ed essere abbastanza accorta per proteggerti dai rischi. Una vecchia storia. Ma Solange non lo fa, e rimane incinta. La parte in cui la ragazza racconta della gestazione, del parto, del suo sgomento di fronte alla metamorfosi che subisce il suo corpo è magistrale. La sua voce diventa la voce di generazioni di donne che da millenni subiscono le conseguenze dell’essere donna. Solange urla, è arrabbiata con il mondo, con sua madre, con tutti. Si sente condannata. E detesta quel bambino che per venire al mondo devasta il suo corpo ancora da ragazzina. L’amore materno è una convenzione, un’imposizione della società alle donne.

La fatica di diventare donna

In seguito, le strade di Rose e di Solange si allontanano sempre di più. Gli studi e anche le scelte di vita le separano. Eppure, il legame non si recide del tutto. Perché l’amicizia, che durante l’adolescenza può intrecciarsi con l’invidia e la competitività sul mercato della seduzione, resta. Non farò nessuno spoiler sul finale e sui destini delle due ragazze. Ma è importante sottolineare che lo scenario in cui la storia si svolge non è quello attuale, niente generazione Alpha ipertecnologica e indecifrabile. Le ragazze sono adolescenti verso la fine degli anni Novanta, quando ancora si telefonava sul fisso perché i cellulari erano rari e costosi, e magari ci si mandava una cartolina.  E si faceva sesso senza particolari inibizioni, ma con la paura dell’Aids. Diventare donna è una fatica immane, allora come oggi. E Marie Darrieussecq indaga, analizza, disseziona con l’attenzione di un chirurgo, regalandoci il ritratto di due adolescenti diverse ma accomunate dall’esigenza di superare tutte le prove che la società impone loro per diventare adulte.

Info: Fabbricare una donna di Marie Darrieussecq. Crocetti Editore, 280 pp., 20 euro

 

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