STORIA DI UNA FUGA, un libro di Thomas Strässle

Storia di una fuga è il romanzo d’esordio di Thomas Strässle. Inizio col dire che è una storia speciale, anche se l’autore non è esattamente un romanziere. Svizzero, classe 1972, è saggista e docente universitario di Letteratura tedesca moderna all’ateneo di Zurigo. È presidente della Fondazione Max Frisch e ha curato l’edizione completa dell’opera dello scrittore suo conterraneo. Dirige il Collegium Helveticum, centro di ricerca interdisciplinare tra scienza arte e società. Ed è anche flautista. Insomma, un curriculum ricco. Perché mai scrivere un romanzo, quindi? Oggi tutti hanno una storia da raccontare nel cassetto, e magari è quanto è successo anche a Strässle. Sì, ma la storia che l’autore ha voluto raccontare non è una vicenda qualsiasi: è la vicenda, assolutamente vera, dell’incontro dei suoi genitori.

Thomas Strässle, 2024 © Wikipedia

Lui svizzero, lei tedesca della Ddr

Questa è una storia d’amore e di una fuga. Niente di originale: tra il 1949 e il 1961 – anno della costruzione del Muro di Berlino – 2,6 milioni di tedeschi dell’Est lasciarono la Ddr. Un vero esodo, che riguardò soprattutto i giovani, alla ricerca della libertà e di opportunità in Occidente. Ma quello che è davvero originale è il tono del racconto di Thomas Strässle: leggero e piacevole da leggere, preciso e al contempo asciutto, senza sentimentalismi. Sappiamo che lui e lei si incontrano a Erfurt nel 1965.

Lui era nella Ddr per un viaggio di studio sui luoghi di Goethe e Schiller, con altri studenti. Lei era una studentessa d’arte di Dresda, anche lei in viaggio con i compagni di studio. Ovviamente fra giovani studenti la curiosità era reciproca: non c’è niente come separare le persone, indicandole come il “nemico” a livello politico, per far venire la voglia di scoprire se è vero o no.  Lui e lei – è significativo come i loro nomi non ci siano nel romanzo – si conoscono in questo incontro di gruppo, restano in contatto, si rivedono e scatta la scintilla.

Un salto nel buio

L’autore non è però interessato ai loro batticuori, che sicuramente ci saranno stati. Con un taglio quasi documentaristico, Strässle ci catapulta in una storia in stile Le Carré, dove il protagonista non è un agente dei servizi segreti all’epoca della Guerra Fredda, ma uno studente ventenne svizzero che deve ideare un piano per portare la sua ragazza all’Ovest. Quanto a lei, non è una delle tante ragazze dell’Est che all’epoca della Guerra Fredda sognavano una vita ricca e confortevole all’Ovest.

Lei era figlia unica, il padre era scomparso durante il secondo conflitto mondiale e lasciare la sua vita, sua madre e i suoi amici le pareva un atto di egoismo. L’unico motivo che la spingeva ad andarsene era l’attrazione per questo ragazzo. Per entrambi, era un salto nel buio: si erano visti poche volte, la loro storia non era fatta di una frequentazione quotidiana. All’epoca, era complicato persino telefonare all’estero. E non solo oltre cortina. Il loro legame sarebbe sopravvissuto in una convivenza quotidiana, tenuto conto delle differenze culturali che li separavano?

Il ponte Carlo a Praga © Wikipedia

 La fuga da Praga

Con la pazienza di un detective e con l’irruenza di un ventenne, lui vaglia tutte le soluzioni possibili, senza mettere a rischio la loro vita. Anche se la galera nella Ddr, in caso di errori, era una certezza. Alla fine, lui sceglie Praga, una meta facile da raggiungere per i tedeschi dell’Est. Nel 1966, l”anno della fuga, serviva un’autorizzazione, ma era facile da ottenere. E dalla capitale cecoslovacca, avrebbero seguito il piano ideato dal giovane svizzero per raggiungere l’aeroporto e prendere il volo SR 471  per Zurigo.

Qui il libro diventa emozionante e divertente come un thriller, con colpi di scena che lascio a chi vorrà leggerlo. La fine è già nota, quindi niente spoiler: la coppia arriverà effettivamente in Svizzera e costruirà una famiglia con due bambini, di cui uno è l’autore stesso. La narrazione efficace e icastica è arricchita dallo scenario storico e politico in cui i due giovani si muovono, delineato grazie a un approfondito lavoro di ricerca. Si legge con lo stesso piacere di una fiction ben costruita, sapendo che la vicenda narrata è assolutamente vera.

Info: Storia di una fuga di Thomas Strässle. Traduzione di Marco Federici Solari. L’Orma Editore, 148 pp., euro

 

 

 

 

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