STORIA DI UNA FUGA, un libro di Thomas Strässle

Storia di una fuga è il romanzo d’esordio di Thomas Strässle. Inizio col dire che è una storia speciale, anche se l’autore non è esattamente un romanziere. Svizzero, classe 1972, è saggista e docente universitario di Letteratura tedesca moderna all’ateneo di Zurigo. È presidente della Fondazione Max Frisch e ha curato l’edizione completa dell’opera dello scrittore suo conterraneo. Dirige il Collegium Helveticum, centro di ricerca interdisciplinare tra scienza arte e società. Ed è anche flautista. Insomma, un curriculum ricco. Perché mai scrivere un romanzo, quindi? Oggi tutti hanno una storia da raccontare nel cassetto, e magari è quanto è successo anche a Strässle. Sì, ma la storia che l’autore ha voluto raccontare non è una vicenda qualsiasi: è la vicenda, assolutamente vera, dell’incontro dei suoi genitori.

Lui svizzero, lei tedesca della Ddr
Questa è una storia d’amore e di una fuga. Niente di originale: tra il 1949 e il 1961 – anno della costruzione del Muro di Berlino – 2,6 milioni di tedeschi dell’Est lasciarono la Ddr. Un vero esodo, che riguardò soprattutto i giovani, alla ricerca della libertà e di opportunità in Occidente. Ma quello che è davvero originale è il tono del racconto di Thomas Strässle: leggero e piacevole da leggere, preciso e al contempo asciutto, senza sentimentalismi. Sappiamo che lui e lei si incontrano a Erfurt nel 1965.
Lui era nella Ddr per un viaggio di studio sui luoghi di Goethe e Schiller, con altri studenti. Lei era una studentessa d’arte di Dresda, anche lei in viaggio con i compagni di studio. Ovviamente fra giovani studenti la curiosità era reciproca: non c’è niente come separare le persone, indicandole come il “nemico” a livello politico, per far venire la voglia di scoprire se è vero o no. Lui e lei – è significativo come i loro nomi non ci siano nel romanzo – si conoscono in questo incontro di gruppo, restano in contatto, si rivedono e scatta la scintilla.
Un salto nel buio
L’autore non è però interessato ai loro batticuori, che sicuramente ci saranno stati. Con un taglio quasi documentaristico, Strässle ci catapulta in una storia in stile Le Carré, dove il protagonista non è un agente dei servizi segreti all’epoca della Guerra Fredda, ma uno studente ventenne svizzero che deve ideare un piano per portare la sua ragazza all’Ovest. Quanto a lei, non è una delle tante ragazze dell’Est che all’epoca della Guerra Fredda sognavano una vita ricca e confortevole all’Ovest.
Lei era figlia unica, il padre era scomparso durante il secondo conflitto mondiale e lasciare la sua vita, sua madre e i suoi amici le pareva un atto di egoismo. L’unico motivo che la spingeva ad andarsene era l’attrazione per questo ragazzo. Per entrambi, era un salto nel buio: si erano visti poche volte, la loro storia non era fatta di una frequentazione quotidiana. All’epoca, era complicato persino telefonare all’estero. E non solo oltre cortina. Il loro legame sarebbe sopravvissuto in una convivenza quotidiana, tenuto conto delle differenze culturali che li separavano?

La fuga da Praga
Con la pazienza di un detective e con l’irruenza di un ventenne, lui vaglia tutte le soluzioni possibili, senza mettere a rischio la loro vita. Anche se la galera nella Ddr, in caso di errori, era una certezza. Alla fine, lui sceglie Praga, una meta facile da raggiungere per i tedeschi dell’Est. Nel 1966, l”anno della fuga, serviva un’autorizzazione, ma era facile da ottenere. E dalla capitale cecoslovacca, avrebbero seguito il piano ideato dal giovane svizzero per raggiungere l’aeroporto e prendere il volo SR 471 per Zurigo.
Qui il libro diventa emozionante e divertente come un thriller, con colpi di scena che lascio a chi vorrà leggerlo. La fine è già nota, quindi niente spoiler: la coppia arriverà effettivamente in Svizzera e costruirà una famiglia con due bambini, di cui uno è l’autore stesso. La narrazione efficace e icastica è arricchita dallo scenario storico e politico in cui i due giovani si muovono, delineato grazie a un approfondito lavoro di ricerca. Si legge con lo stesso piacere di una fiction ben costruita, sapendo che la vicenda narrata è assolutamente vera.
Info: Storia di una fuga di Thomas Strässle. Traduzione di Marco Federici Solari. L’Orma Editore, 148 pp., euro
