LA FLORA PREISTORICA III di Enrico Caneva

Enrico Caneva è il fondatore dei Giardini Caneva di Sarzana (La Spezia) che racchiudono un’ampia collezione botanica di 15 mila piante provenienti da tutto il mondo. Da sempre nutre una passione per le piante antiche, le cui origini affondano nella Preistoria. A questo tema, ha dedicato una sezione del suo Giardino, che è uno dei quattro al mondo a presentare piante preistoriche.
Come studioso di botanica e paleobotanica, Enrico Caneva ha dedicato tre libri alla flora preistorica. Del secondo abbiamo già parlato in un altro post su questo sito. È appena uscito il terzo, intitolato La flora preistorica III – I giardini del Cretaceo. In questa nuova puntata della sua avventura a caccia delle origini delle piante, Caneva affronta un momento davvero entusiasmante: la nascita delle angiosperme, cioè le piante con fiori, polline, semi, frutti, che oggi sono dominanti nel mondo vegetale con 250 mila specie. La loro origine è nel Cretaceo (circa da 143 a 66 milioni di anni fa), l’era in cui vissero anche i dinosauri. Caneva si focalizza, nel suo libro, sulle specie che risalgono a quel periodo e che ancora oggi hanno i loro epigoni.
Leggendo La flora preistorica III – I giardini del Cretaceo si fanno interessanti scoperte. Eccone alcune.

Scoperta n.1: ninfee fin dalla notte dei tempi
Caneva racconta che nel New Jersey è stato trovato niente meno che un fiore fossile di Microvictoria svitkoana, risalente al Cretaceo superiore (100-66 milioni di anni fa), che appartiene senza dubbio alle Nymphaeaceae, la famiglia delle ninfee. Anche la spettacolare Victoria amazonica appartiene a questa antichissima famiglia. Incredibili le sue foglie, che sono le più grandi al mondo fra le piante acquatiche (fino a 3 metri di diametro) e sono capaci di sopportare il peso di un bambino senza affondare.

Scoperta n.2: alcune spezie risalgono al Cretaceo
Le Piperaceae – la famiglia alla quale appartengono anche il pepe nero, il pepe bianco, il pepe rosa, il pepe verde – contano 3000-3600 specie. Anche in questo caso, un fossile ci racconta che risalgono al Cretaceo superiore. Enrico Caneva deve essere appassionato di spezie: nel libro La flora preistorica III – I giardini del Cretaceo ci regala interessanti approfondimenti sulla storia, i luoghi, di produzione e aggiunge anche alcune ricette. Come il garam masala, una miscela delicata che include pepe nero, chiodi di garofano, cardamomo verde, cannella e macis.

Scoperta n.3: l’aristolochia che sa “catturare” gli insetti
Nel libro La flora preistorica III – I giardini del Cretaceo Enrico Caneva inserisce anche le Aristolochiaceae, una famiglia di piante che crescono nelle regioni temperate calde – Europa inclusa – e tropicali. Nella foto l’Aristolochia gigantea, proveniente dal Sud America, con il suo strano e ingombrante fiore. Come ricorda l’autore, Gli insetti impollinatori vengono attratti dal suo odore e catturati dal fiore, che si richiude a impollinazione avvenuta, uccidendo talora l’ospite. Se volete vedere questa pianta “assassina” non serve andare in Sud America: quest’immagine l’ho0 scattata all’Orto Botanico di Padova, che ospita un esemplare di questa vigorosa rampicante.
Queste sono solo alcune delle tante informazioni e storie raccontate da Enrico Caneva nel suo libro, consigliatissomo a chi ama le piante e vuole addentrarsi nel mondo complesso e affascinante della botanica.
Info: La flora preistorica III – I giardini del Cretaceo di Enrico Caneva. Töppler, 230 pp., 39 euro
