GIOVANNI AGOSTINO DA LODI alla Pinacoteca di Brera

Quella di Giovanni Agostino da Lodi è una storia misteriosa, che sembra uscita dalle pagine di un romanzo. È grazie alla Pinacoteca di Brera, che dedica la prima mostra monografica a questo pittore lombardo vissuto a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, se oggi possiamo riscoprirlo. Anzi, la parola giusta è scoprirlo. Già, perché Giovanni Agostino da Lodi non era caduto nell’oblio: semplicemente, di lui sapeva poco.
Fino agli anni Ottanta era confuso con altri artisti coevi: era stato definito Pseudo Boccaccino per certe somiglianze con Boccaccio Bocaccino (1466-1525), altro artista la cui vita è però più conosciuta. Inaugurata il 26 maggio scorso, la mostra Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione presso la Pinacoteca di Brera rappresenta un’opportunità unica per scoprire questo pittore rinascimentale.

Un pittore elusivo
Cristina Passoni, una delle due curatrici della mostra, ha definito Giovanni Agostino da Lodi “un pittore elusivo”. Oltre alla gran confusione sulla sua identità, che è stata definitivamente riconosciuta dagli studiosi solo intorno alla fine degli anni Ottanta del Novecento, la sua biografia rimane misteriosa e sfuggente. Di lui sappiamo che intorno alla fine del Quattrocento e nella prima decade del Cinquecento soggiorna a Venezia.
Qui realizza una pala raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e i santi Giovanni Battista, Agostino, Ambrogio e Giorgio, che un accordo del 1492 fra la confraternita (fraglia) dei barcaioli e gli agostiniani dell’isola di San Cristoforo della Pace prevedeva fosse collocata in un’altare della chiesa del convento. Secondo i critici, evidente è il richiamo a Bramantino, Antonello da Messina e Alvise Vivarini. La pala dei barcaioli non è in mostra: per vederla occorre andare a Murano.

L’influsso di Leonardo
È invece in mostra la Lavanda dei piedi (1500, qui sopra un dettaglio dell’opera), realizzata dopo un probabile soggiorno a Milano, dove Giovanni Agostino da Lodi avrebbe visto il Cenacolo (1494-98) di Leonardo. È il primo dipinto datato del pittore, e svela influssi leonardeschi. In quel periodo, anche il grande genio si trovava a Venezia. È attestato un via vai di artisti fra la Serenissima e Milano. Giovanni Agostino da Lodi è uno dei tanti che approdano nella città lagunare.
Una curiosità evidenziata dalla curatrice Passoni: entrare nel giro degli artisti veneziani per un outsider come Giovanni Agostino non era facile. Per lavorare l’artista lombardo si appoggia alla bottega del Vivarini. Finisce per accettare anche qualche incarico da privati, per poter lavorare. Come attestano alcune opere in mostra. Come la Madonna con il Bambino e due devoti – forse i committenti – in apertura di questa pagina.

Uno stile originale, figlio della sua epoca
Giovanni Agostino da Lodi non raggiunge le vette di Leonardo o di Giorgione, ma ha un suo stile originale. La mostra ospitata dalla Pinacoteca di Brera ha il merito di farci capire come questo pittore sia riuscito a elaborarlo attraverso il contatto con altri artisti coevi. Le opere di Giovanni Agostino da Lodi – una trentina – sono messe in dialogo con quadri di Bramantino, Gioregione, Dürer, Lotto, Romanino, Luini. Con un talento simile a quello dei giapponesi, Giovanni Agostino non copia, ma si ispira, accoglie elementi che gradisce, li rielabora a modo suo. Il risultato è uno stile personale, figlio della sua epoca. Qualcuno magari si immagina gli artisti del passato chiusi nella loro bottega con i loro allievi, come in una torre d’avorio. In realtà, i pittori si conoscevano fra di loro, tenevano d’occhio le opere degli altri, magari litigavano anche per aggiudicarsi un cliente importante.

Una mostra importante per la Pinacoteca
In mostra c’è anche l’unica opera firmata di Giovanni Agostino da Lodi, Santi Pietro e Giovanni Evangelista (1490-95): un capolavoro della collezione della Pinacoteca di Brera.
Come ha sottolineato Angelo Crespi, Direttore generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e Biblioteca Braidense, la mostra è frutto di oltre un anno di trattative e ricerche per ottenere da importanti istituzioni nazionali e internazionali e da collezioni private i prestiti di buona parte delle 46 opere esposte. Inaugura una nuova stagione per la Pinacoteca, in cui si rilancia il lavoro di ricerca e di valorizzazione del patrimonio.
Che fine ha fatto Giovanni Agostino da Lodi dopo Venezia?
Sappiamo per certo che nel settembre 1510 Giovani Agostino da Lodi è tornato a Milano e abita nella parrocchia di Santo Stefano in Brolo, nel cuore della città. Non sappiamo esattamente perché se ne sia andato dalla Serenissima. Come dice la curatrice Quattrini, magari aveva ottenuto degli incarichi di lavoro, o si era allontanato quando a Venezia la situazione era diventata critica. In quest’ultima parte della sua vita – non conosciamo neppure la data esatta della morte – Giovanni Agostino da Lodi lavorerà per vari committenti privati e collaborerà con Marco d’Oggiono. Interessante è la Pala Madonna con il Bambino e santi Giovanni Battista, Giacomo, Pietro e Paolo (1512 circa), che non è stato possibile portare in mostra. Si trova nella chiesa di San Giacomo a Gerenzano (Varese), dove è possibile vederla. Poi, nel 1524 a Milano infuria la peste, che si porterà via anche degli artisti noti. Ma Giovanni Agostino da Lodi nel frattempo è sparito, di lui non si sa più nulla.
Info: Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione. Pinacoteca di Brera, Milano, 26 maggio-13 settembre 2026.
